Esperia alza il muro con l'arrivo di Silvia Raccagni

Un altro nome nuovo si inserisce nel roster gialloblù che affronterà il campionato di B1: a Cremona approda l’esperienza di Silvia Raccagni.

 Bresciana di Collebeato, con più di 20 anni di carriera alle spalle, Silvia si dimostra una vincente fin dal principio, quando a Gussago vince il campionato Under 17. Vittoria a cui fanno seguito 4 promozioni salendo dalla Seconda Divisione alla Serie B con, nel mezzo, il trionfo in Coppa Italia. Silvia poi approda a Pisogne dove, in tre stagioni, raggiunge due promozioni fino alla B1. Seguono le stagioni alla Promoball (con cui conquista la promozione in A2), Vercelli, Millenium Brescia e Adro. Infine l’esperienza biennale vissuta ad Ospitaletto, dopo un anno trascorso nello staff di Giorgio Nibbio sulla panchina della Volley Offanengo nel ruolo di vice allenatore.

Per chi non ti conoscesse, raccontaci qualcosa di te, pallavolisticamente e non.
“Sono del 1986, quindi generazione ’80, da 10 anni gioco in Serie B. Per un anno ho fatto parte dello staff ad Offanengo, senza giocare, per poi rimettermi le ginocchiere militando ad Ospitaletto. Nella vita di tutti i giorni mi occupo di terapia manuale e rieducazione in uno studio a Brescia, sono una persona a cui piace sempre imparare cose nuove”.

Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta dell’Esperia per la stagione 2019/2020?
“La prima cosa che mi ha spinto ad accettare è stato lo staff, la cui presenza assume un’importanza fondamentale nel corso della stagione; conoscendo già le persone coinvolte, sono andata sul sicuro. Inoltre conosco la società Esperia, sia per averla sfidata sul campo, sia per quanto riguarda la sua storia, è una società molto organizzata”.

Quali sono le tue aspettative e le tue speranze?
“Preferisco non avere aspettative perché spesso quando le si hanno, si perde un po’ di vista il day by day, che secondo me diventa importantissimo, soprattutto quando si costruisce una squadra nuova che va ad affrontare una categoria nuova, è lì che si costruisce tutto. Voglio divertirmi, sono competitiva e mi piace vincere!”

Conosci bene la categoria: cosa serve all’Esperia per fare bene in B1?
“Serve un sacco di fame, non solo durante la partita, ma ogni giorno, sapere cosa andare a migliorare, conoscendo pregi e difetti e lavorare su tutto. Non illudersi, né sminuirsi: la B1 è un campionato lungo, strano, secondo me vince chi ha costanza. Non è tanto proprio la gara con gli altri ma è proprio ciò che la squadra fa individualmente, da Agosto a Maggio”.

 

Davide Moroni
Ufficio Stampa U.S. Esperia

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